A cosa serve la traduzione?
Matrimonio, cittadinanza, permesso di soggiorno, assegni: un certificato di nascita formato all’estero va spesso prodotto in Italia. Per gli atti esteri da valere nello Stato il DPR 28 dicembre 2000, n. 445 prevede all’articolo 33, comma 3: «Agli atti e documenti indicati nel comma precedente, redatti in lingua straniera, deve essere allegata una traduzione in lingua italiana certificata conforme al testo straniero dalla competente rappresentanza diplomatica o consolare, ovvero da un traduttore ufficiale.»
Se il certificato proviene da uno Stato parte della Convenzione dell’Aia del 5 ottobre 1961, la legalizzazione è sostituita dall’apostille, rilasciata dall’autorità competente dello Stato da cui proviene il documento (articolo 3). Fa parte di ciò che si traduce.
Nomi: grafia ufficiale del passaporto nel corpo
Il punto più delicato negli atti di stato civile sono i nomi. In una traduzione giurata il nome compare nel corpo così come è scritto nel passaporto della persona — perché i due documenti coincidano. Per l’ucraino la traslitterazione ufficiale è fissata dalla risoluzione n. 55 del Consiglio dei ministri del 27 gennaio 2010.
La forma scientifica ISO 9 si indica in più in una nota. Un confronto dettagliato dei due sistemi è nella nostra pagina sulla traslitterazione.
- Corpo: grafia passaporto (es. «Shevchenko») — conforme al documento.
- Nota: ISO 9:1995 (es. «Ševčenko») — scientificamente univoca.
- Nessuna italianizzazione libera dei nomi.
Struttura, timbri e voci manoscritte
I certificati di nascita contengono molti piccoli campi, spesso manoscritti, timbri e talvolta annotazioni sul retro. Una buona traduzione riproduce questa struttura: etichette dei campi, valori, timbri e sigilli sono chiaramente assegnati e segnalati.
Le voci manoscritte — un nome su una riga stampata o un numero dopo «№» — vengono lette con cura e, in caso di dubbio, segnalate anziché indovinate. Il testo illeggibile sotto un timbro è indicato «[illeggibile]».
Traduzione giurata: chi la richiede?
L’articolo 33 riguarda gli atti esteri da far valere nello Stato e, al comma 5, fa salve le esenzioni «stabilite da leggi o da accordi internazionali». Che cosa chieda un comune, una prefettura o un consolato per una pratica concreta — traduzione giurata, originale o copia, apostille — va chiesto all’ente stesso, prima di tradurre.
Quando la grafia del passaporto diverge dall’atto
Nei documenti ucraini la grafia segue la traslitterazione ufficiale ucraina («Olena Shevchenko»), mentre la forma scientifica ISO 9 appare diversa («Olena Ševčenko»). Entrambe sono corrette: rispondono semplicemente a domande diverse.
Da qui la ripartizione: grafia del passaporto nel corpo del testo, perché il nome corrisponda al documento d’identità; ISO 9 in nota a piè di pagina, perché la restituzione in cirillico resti univoca. Una terza variante liberamente adattata non trova posto né nell’una né nell’altra.
Quando passaporto e atto divergono, non decide il traduttore ma l’autorità. Il suo compito è rendere visibile la divergenza, non appianarla in silenzio. Una nota che riporti entrambe le grafie evita proprio il sospetto che si tratti di due persone diverse.
Che cosa contiene una traduzione completa
Che cosa richieda l’ente nel singolo caso lo si chiede a lui. Punti da verificare:
- Traduzione completa inclusi tutti i timbri, le annotazioni e l’apostille.
- Verbale di giuramento con il contenuto previsto dall’articolo 5 del R.D. 1366/1922.
- Grafia del nome conforme al documento d’identità presentato.
- Riproduzione fedele della struttura del documento (nessuna riformulazione libera).
Tempo e come aiuta il software
Lo sforzo maggiore non è tradurre le poche frasi, ma riprodurre la struttura, leggere la grafia e gestire correttamente timbri e traslitterazione. È qui che un software specializzato aiuta: trasferisce l’impaginazione, segnala i punti incerti e applica la traslitterazione corretta. La responsabilità dell’esattezza e l’asseverazione restano al traduttore giurato.
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Cartella di traduzione: quanti caratteri, quante parole, quanto costa
Fonti
- DPR 28 dicembre 2000, n. 445, art. 33 — legalizzazione e traduzione di atti esteri (Normattiva)
- Regio decreto 9 ottobre 1922, n. 1366, art. 5 — giuramento delle traduzioni (Normattiva)
- HCCH — Convenzione Apostille del 5 ottobre 1961 (testo)
- Risoluzione del Consiglio dei ministri dell’Ucraina n. 55 del 27 gennaio 2010 (traslitterazione dell’alfabeto ucraino)